Il marchio Ospitalità Italiana è un cosiddetto “marchio collettivo”, cioè un riconoscimento che garantisce standard qualitativi di prodotti o servizi attraverso un ente terzo ad una pluralità di soggetti richiedenti. Questo marchio è specifico per le strutture turistiche ed è predisposto a fini commerciali e pubblicitari. E’ promosso dall’ISNART (Istituto Nazionale delle Ricerche Turistiche) e comporta, oltre alla concessione in uso del marchio sul proprio materiale pubblicitario, anche l’inserimento nel catalogo nazionale pubblicato e diffuso dallo stesso istituto.
Il marchio è disciplinato da un regolamento e da un disciplinare. Il regolamento stabilisce le modalità per la concessione e la gestione del marchio, mentre il disciplinare norma le modalità con cui ottenere il marchio. Per ogni tipologia di struttura (alberghi, B&B, agriturismi, Country house, etc.) l’ISNART ha elaborato un disciplinare “su misura”.
Per ottenere il marchio è necessario sottoporsi ad una visita ispettiva di un ente terzo, accreditato Sincert, che verificherà il rispetto del disciplinare.
La scelta di aderire o meno ad un marchio come “Ospitalità Italiana” dipende in primo luogo dallo “stile imprenditoriale” che abbiamo o vogliamo adottare nella gestione della nostra impresa ed in secondo luogo dal rapporto costi – benefici.
Un marchio non è solo un simbolo senza significato: l’adozione di un disciplinare comporta uno stile di gestione che è insito nell’imprenditore. Direi che questo è il primo punto che bisogna valutare prima di scegliere se aderire o meno. Il disciplinare, infatti, codifica un vero e proprio stile imprenditoriale che non deve essere subito, ma deve trovarsi “nelle corde” dell’imprenditore, essere già presente nella sua filosofia di fare impresa. Solo in questa maniera affronteremo positivamente l’iter e la gestione delle procedure necessarie all’ottenimento del marchio.
E’ evidente, inoltre, che l’adozione di un marchio ha costi sia per l’ottenimento che per il mantenimento. La domanda giusta, però, non è quanto ci costa, ma quanto possiamo ottenere economicamente. Puntare sulla qualità vuol dire puntare su un target di clientela attento a questo elemento e quindi che non si spaventa per un piccolo costo in più determinato però da un migliore servizio di accoglienza turistica. Per tale ragione, alla luce di questa osservazione, dobbiamo rispondere ad una serie di domande. L’ottenimento del marchio ci permette di essere più competitivi sul mercato, ci permette di differenziarci dalle altre strutture concorrenti della zona? Il nostro cliente riconosce il marchio ed è disponibile a pagare un surplus per il servizio qualitativo che questo marchio gli garantisce? Non solo: avendo la volontà di ottenere questo marchio di qualità, siamo in grado di sfruttarlo (abbiamo un sito web, siamo pronti a rielaborare il nostro materiale per dare visibilità anche a questo riconoscimento), abbiamo canali promozionali che ci permettono di raggiungere il target sensibile a questo tipo di servizio? Ebbene queste sono solo alcune delle domande a cui dare risposta per comprendere se un marchio di qualità può essere economicamente vantaggioso o meno.



